Lista dei desideri

La Sua lista dei desideri è vuota

  • Spedizione gratuita per ordini da 60 €

  • Un prodotto in omaggio a partire da 35 €

0
0

Carrello (0)

Ancora 60,00 € e la spedizione è gratuita!

  • Pagamento sicuro

    Carta, PayPal, Klarna

  • Spedizione gratuita

    a partire da 60 €

  • Made in France

    formula vegana & clean

Il Suo carrello è vuoto

  • Banner
  • I profumi iconici della profumeria

    Coralie Frébourg


    La profumeria selettiva, oggi criticata perché giudicata troppo «aperta a tutti e troppo banale», ha vissuto un'epoca d'oro in cui regnavano profumi singolari.

    Era l'epoca del NO MARKETING: niente campagne pubblicitarie a gogò, niente testimonial fatte con lo stampino, niente social network. Tutto il budget andava a ciò che c'è nel flacone: il profumo.

    Ecco i profumi che hanno letteralmente segnato la storia della profumeria:

    • Jicky – Guerlain, 1889. Il primo profumo a utilizzare la vanillina, molecola sintetica naturalmente presente nella vaniglia. Aimé Guerlain è stato uno dei primi profumieri a usare la sintesi.
    • Mitsouko – Guerlain, 1919. Il primo profumo a utilizzare l'aldeide C14, una nota sintetica che riproduce l'odore della pesca.
    • N°5 – Chanel, 1921. Il primo profumo a utilizzare le aldeidi in overdose. Il profumiere Ernest Beaux ha unito un bouquet floreale (gelsomino, rosa, ylang…) a queste aldeidi dall'odore metallico e saponoso. Risultato? 100 anni dopo, è diventato IL profumo iconico per eccellenza, riconosciuto in tutto il mondo.
    • Shalimar – Guerlain, 1925. OK, la storia è un po' storytelling per l'epoca: il flacone si ispira alle vasche dei giardini di Shalimar, voluti dall'imperatore Shah Jahan, lo stesso che fece costruire il Taj Mahal per amore della sua sposa. Il profumo è un orientale, il vero primo orientale.
    • L'Air du Temps – Nina Ricci, 1948. Siamo nel dopoguerra: la gente cerca novità, freschezza, libertà. Questo profumo composto da Francis Fabron è un'ode alla vita, incarnata da un flacone con una colomba come tappo. Un garofano (sintetico, perché il garofano non è un fiore da cui si possa estrarre l'odore), semplicemente.
    • Opium – YSL, 1977. Questo profumo è una scommessa folle e audace, lanciata da Jean-Louis Sieuzac & Raymond Chaillan. Al di là di una fragranza molto orientale e balsamica, è soprattutto il nome che resta impresso. Un nome proibito, che evoca le dipendenze e incita alla dissolutezza: l'odore dello scandalo. Sarà vietato in diversi Paesi prima di essere finalmente venduto in tutto il mondo. IL profumo leggendario di YSL.
    • Poison – Dior, 1985. Il primo profumo a utilizzare la tuberosa in overdose. Con il suo flacone a forma di mela (il frutto proibito) e quel nome terrificante, Poison stregherà e ipnotizzerà le folle.
    • Angel – Mugler, 1992. Anche se siamo in piena profumeria moderna, bisogna ammettere che questo profumo è stato rivoluzionario (al profumiere Olivier Cresp sono serviti pur sempre più di 694 tentativi). Un profumo che ricorda gli odori dell'infanzia: zucchero filato, noccioline caramellate, caramello, cioccolato… Una bomba zuccherina che darà vita agli orientali golosi / zuccherini.
    • J'adore – Dior, 1999. Chiudiamo questa epopea di profumi iconici con questa creazione di Calice Becker. Il primo profumo a ricostruire un accordo di pera, associato al gelsomino e impreziosito da un flacone color oro dalle forme del corpo femminile: perfect match.