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  • Flacon roll-on Accrodisiaque de Versatile Paris sur fond blanc
  • Le note animali in profumeria

    Coralie Frébourg


    Muschio, zibetto, castoreo, ambra grigia: le note animali hanno a lungo dettato legge in profumeria. Sensuali, conturbanti, a volte decisamente disturbanti, danno carattere a un profumo. Oggi sono tutte ricreate per sintesi. Le raccontiamo tutto.

    Cos’è una nota animale?

    Le note animali sono odori caldi, carnali, a volte fecali o cuoiati, che ricordano la pelle, la pelliccia o il cuoio. Usate a piccoli tocchi, apportano profondità, sensualità e persistenza.

    Piuttosto popolari in profumeria, non fanno però parte delle sei famiglie olfattive originarie definite dalla Société française des parfumeurs (SFP): floreale, esperidata, legnosa, orientale, fougère e chypre. Si parla di una sfaccettatura.

    Un po’ di storia: dalle ghiandole alle molecole

    Le note animali esistono da moltissimo tempo. Come i muschi, in origine erano naturali: si uccidevano poveri animali per prelevarne le ghiandole, che producevano odori molto caratteristici. A che scopo? Coprire i cattivi odori corporei.

    Per secoli, quattro materie sono state in voga:

    • Il castoreo, ricavato dal castoro;
    • Lo zibetto, ricavato da un piccolo mammifero chiamato zibetto;
    • L’ambra grigia, una concrezione prodotta dal capodoglio;
    • Il muschio, ricavato dal cervo muschiato.

    Il loro odore? Lo zibetto, per esempio, sa di… escrementi. Per niente glam. Eppure era un eccellente fissativo: come nota di fondo, dava carattere (sul serio), profondità e persistenza. Per molto tempo ha fatto parte della firma di numerosi profumi classici.

    Oggi la quasi totalità delle materie animali naturali è bandita dai nostri profumi, dalla normativa e dalle raccomandazioni dell’IFRA (International Fragrance Association). Ora si utilizzano note animali sintetiche : proteggono gli animali pur conservando quelle sfaccettature inedite, legnose, affumicate, cuoiate, pungenti, «pony»…

    Fun fact: il gelsomino è un po’ animale

    Il gelsomino, questo bel fiore bianco che associamo al sole e al monoï, contiene naturalmente dell’indolo, una molecola dall’odore animale molto particolare (ne parliamo in Basta con i cliché in profumeria). Pazzesco, per un fiore così raffinato!

    Le materie prime chiave

    Sono generalmente note di fondo. Le materie naturali sono seguite da un asterisco.

    • Acetato di paracresile: anisato, cuoio, floreale
    • Assoluta di zibetto* (vietata): fecale, cuoio, grasso
    • Resinoide di castoreo*: oliva, cuoio, fecale
    • Indolo: gelsomino, catrame, metallico
    • Indolarome: floreale, catrame, fungo
    • Paracresolo: balsamico, catrame, plastica

    I profumi emblematici

    • Panthère, Cartier (1986), Alberto Morillas: orientale floreale
    • Vapeurs Diablotines, SLM (2016), Nathalie Feisthauer: orientale speziato
    • Peau de Bête, Liquides Imaginaires (2016): orientale legnoso
    • Tubéreuse Manifeste, Evody (2017), Cécile Zarokian: floreale animale
    • Nudiflorum, Nasomatto (2018), Alessandro Gualtieri: floreale animale
    • I grandi classici dell’inizio del XX secolo, che usavano lo zibetto come nota di fondo prima del suo divieto.

    Questo elenco non è esaustivo: ci sono moltissimi bei lanci, alcuni emblematici, altri più commerciali.

    Dove ritrovare una sfaccettatura animale da Versatile?

    Da noi niente casella «animale», lasciamo giudicare il Suo naso. Ma se ama il lato carnale, corra a scoprire Accrodisiaque : vegetale, rosa, mirtillo, matcha, poi sensuale, cuoio, affumicato, animale. Il profumo della notte di sesso, 100% vegano, 0% zibetto. Per gli amanti del cuoio, c’è anche la nostra scheda sulle note cuoiate.

    FAQ

    Si usano ancora gli animali per fare il profumo?

    No. Le materie animali naturali sono vietate o sono scomparse dalle formule. Le note animali attuali sono molecole di sintesi. Il miele e la cera d’api restano le rare eccezioni.

    Perché mettere un odore «fecale» in un profumo?

    Perché a dosi molto piccole queste note rendono un profumo più vivo, più sensuale e più persistente. Un buon profumo è un equilibrio tra odori «buoni» e «cattivi».

    Cos’è l’ambra grigia?

    Una concrezione che si forma nell’intestino del capodoglio e che a volte galleggia fino alle coste. Oggi viene sostituita da molecole come l’Ambroxan, dall’odore ambrato, legnoso e minerale.