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  • Les procédés d'extraction en parfumerie
  • I procedimenti di estrazione in profumeria

    ADELE FADILI


    Come si cattura l'odore di un fiore, di una scorza o di un legno? Da secoli i profumieri cercano di imprigionare gli odori della natura. Ecco le principali tecniche di estrazione, spiegate senza paroloni (o quasi).

    L'enfleurage, la tecnica storica

    È la più antica. Si deponevano i fiori su uno strato di grasso (a caldo, oppure a freddo per i fiori delicati come il gelsomino). Il grasso si impregnava del loro odore, poi lo si lavava con l'alcol per recuperarne il profumo.

    Lunghissimo e poco redditizio, l'enfleurage oggi non si usa quasi più. Forse l'ha scoperto ne Il profumo di Patrick Süskind… in versione (molto) cupa.

    La distillazione in corrente di vapore

    La tecnica più diffusa. Si mette la materia prima in un alambicco, sopra una vasca d'acqua portata a ebollizione. Il vapore attraversa le piante e si carica delle loro molecole odorose. Passa poi in una serpentina raffreddata, si condensa e, nel vaso fiorentino, l'olio essenziale si separa naturalmente dall'acqua. Semplice ma geniale.

    Si usa per molti vegetali, legni, erbe aromatiche e per il neroli.

    La spremitura a freddo

    Riservata agli agrumi, che sopportano male il calore. Si spreme meccanicamente la scorza per recuperare l'essenza contenuta nella buccia. Sì, è proprio la buccia degli agrumi a concentrarne l'odore. Tutto sugli agrumi e sul limone.

    L'estrazione con solventi volatili

    Per le materie troppo delicate per la distillazione (gelsomino, tuberosa, fiore d'arancio…). Si lasciano in immersione in un solvente che cattura le loro molecole odorose. Si ottiene una «concreta» e poi, dopo il lavaggio con l'alcol, un'«assoluta». È così che si ottiene l'assoluta di fiore d'arancio.

    L'estrazione con CO2 supercritica

    Una tecnica più recente: ad alta pressione, la CO2 diventa un solvente molto efficace e delicato, che poi evapora completamente. Dà estratti molto fedeli alla materia d'origine, come il pepe rosa in estratto CO2 tanto amato dalla nostra profumiera Anne-Sophie Behaghel.

    L'headspace

    Inventato negli anni Settanta, l'headspace («lo spazio intorno alla testa») non serve a estrarre, ma ad analizzare. Si mette un fiore vivo sotto una campana di vetro, si cattura l'aria carica delle sue molecole e poi le si identifica. I profumieri possono quindi ricostruire l'odore con la sintesi: comodo per i fiori «muti» come il mughetto.

    Riassumendo

    • Enfleurage: il metodo storico, quasi abbandonato.
    • Distillazione: il più diffuso, dà gli oli essenziali.
    • Spremitura: per gli agrumi.
    • Solventi volatili: per i fiori delicati, danno le assolute.
    • CO2 supercritica: moderna e fedele.
    • Headspace: per analizzare e ricreare un odore.

    E per tutto ciò che non si può estrarre, c'è la sintesi. Le spieghiamo perché merita pienamente il suo posto in No more fragwashing.

    Un abbraccio da Versatile. XOXO